I primi vigneti targati Mustilli risalgono addirittura al 1700 quando Cesare Mustilli impiantò i primi filari. A quell’epoca l’agricoltura era per il consumo famigliare o al massimo i prodotti venivano venduti a commercianti locali. Solo dagli ’60 del 1900 inizia la storia di Leonardo Mustilli che decise di dedicarsi a tempo pieno alla viticoltura. Colpito dai vitigni autoctoni presenti nel beneventano, ne iniziò uno studio accurato e un’attenta sperimentazione, insieme ad un gruppo di pionieri suoi colleghi. In particolare la falanghina (prima destinata principalmente alla distilleria) divenne il fulcro della sua attività e nel 1979 ne fu prodotta la prima annata in purezza al mondo. Inoltre proseguì nel lavoro su altri vitigni autoctoni come piedirosso, aglianico e greco di cui sviluppò imbottigliamenti sempre in purezza. Questo è l’impianto storico dell’azienda odierna che è condotta tutta al femminile: la moglie di Leonardo, Marilì, segue le visite guidate nelle cantine scavate fino a 16 metri nel tufo, proponendo accattivanti degustazioni e commistione con arte e cultura del territorio; le figlie (ora titolari dell’azienda): Anna Chiara presiede sia alla conduzione agronomica che enologica, mentre Paola si occupa degli aspetti commerciali.
Apprezzabile anche la filosofia lavorativa basata sui criteri della lotta integrata, molto rispettosa dell’ambiente, in cui si minimizzano gli interventi in vigna, si usa il sovescio tra i filari quale arricchente del terreno e le concimazioni sono solo naturali.
Gli ettari coltivati sono 15 per un totale di circa 100.000 bottiglie suddivise in 10 etichette.
Il lavoro appassionato e rigoroso ha condotto gradualmente ad un aumento considerevole della qualità dei vini che ogni anno riscuotono svariati riconoscimenti in Italia e non solo.
Dunque un’azienda profondamente radicata nelle tradizioni della regione e con una lunga storia alle spalle, ma anche dinamica e concentrata sul presente ccon una proiezione lungimirante sul futuro.
